

143. La fine della guerra nel Vietnam.

Da: S. Romano, Cinquanta anni di storia mondiale, Longanesi,
Milano, 1995.

Sergio Romano, storico esperto delle relazioni internazionali per
essere stato in carriera diplomatica dal 1954 al 1989, parla nel
seguente passo delle ultime fasi della guerra nel Vietnam. La
strada seguita dal presidente Richard Nixon e dal segretario di
stato Henry Kissinger per arrivare alla pace, egli afferma, fu
lunga, tortuosa e molto pi difficile, probabilmente, di quanto
essi non avessero sospettato. Essi misero in atto una complessa
strategia fatta di manovre diplomatiche con l'Unione Sovietica e
con la  Cina, volte ad isolare il governo di Hanoi, nei confronti
del quale, nel frattempo, alternavano la pressione dei
bombardamenti e le offerte negoziali. Il loro principale obiettivo
era quello di uscire dal Vietnam senza abbandonare la situazione
nelle mani dell'avversario, ma, considerato in questa
prospettiva, il loro disegno fall.


Per sciogliere il nodo del Vietnam, Nixon [Richard Milhous Nixon,
presidente degli Stati Uniti dal 1968 al 1974] e Kissinger [Henry
Alfred Kissinger, segretario di stato dei presidenti repubblicani
Nixon e Ford, dal 1969 al 1976, uno dei massimi protagonisti delle
vicende diplomatiche internazionali dei primi anni Settanta]
alternarono la pressione dei bombardamenti e le offerte negoziali,
ma cercarono soprattutto d'isolare il governo di Hanoi lanciando
segnali di amicizia verso i suoi grandi protettori: l'Unione
Sovietica e la Cina comunista. A Mosca Kissinger prospett
rapporti internazionali che riconoscevano il ruolo dell'URSS in
Europa e la parit nucleare delle due maggiori potenze; a Pechino
offr il riconoscimento e in prospettiva l'ingresso nel Consiglio
di Sicurezza, con diritto di veto, al posto della Cina
nazionalista. Il rapprochement [riavvicinamento] con la Cina fu
uno degli avvenimenti pi clamorosi nella storia della guerra
fredda, una sorta di grande pantomima internazionale recitata di
fronte alla platea dell'opinione mondiale con brio e stupefacenti
colpi di scena sotto l'attenta regia di due grandi diplomatici:
Henry Kissinger e Chou En-lai. Il prologo and in scena
nell'aprile del 1971 quando i cinesi, dopo una serie di segnali e
sondaggi, invitarono gli americani a una gara di ping-pong, e il
mondo assistette allo straordinario spettacolo di due grandi
potenze che ricorrevano, per lanciarsi segnali di pace, al pi
leggero e innocuo dei duelli. Al segnale cinese Nixon rispose
annunciando al mondo la revoca dell'embargo che gli Stati Uniti
avevano decretato pi di vent'anni prima sulla vendita alla Cina
di prodotti strategici. Passarono alcuni mesi e il presidente
degli Stati Uniti pot comunicare che il governo cinese lo aveva
invitato a Pechino.
La visita ebbe luogo dal 21 al 28 febbraio 1972. Nelle sue memorie
Kissinger racconta che Nixon, appena sceso dall'aereo, volle
recitare da solo di fronte alle telecamere la parte del grande
conciliatore. La visita dur sette giorni, ma nulla dette al mondo
il senso dell'importanza dell'avvenimento quanto il ritratto che
Nixon aveva voluto trasmettere di se stesso all'opinione
internazionale. Grazie a lui l'America riprendeva finalmente il
filo interrotto della sua politica cinese, allargava a un intero
continente il grande spazio della propria politica estera. [...].
La strada di Nixon e Kissinger verso la pace fu lunga, tortuosa e
molto pi difficile, probabilmente, di quanto essi non avessero
sospettato. L'arte preferita da Kissinger si adattava
perfettamente a un mondo in cui ogni potenza lavora
instancabilmente a correggere i guasti del tempo e a restaurare
gli equilibri turbati dal continuo flusso degli eventi. Era meno
efficace in una situazione in cui l'obiettivo principale
dell'America era quello di uscire dal Vietnam senza abbandonare la
situazione nelle mani dell'avversario. Considerato in questa
prospettiva, il disegno di Nixon e Kissinger fall. Gli americani
cominciarono a sfilare lentamente la loro carta dal castello che
si era andato costruendo in Indocina durante gli anni precedenti
nella speranza che la loro partenza avrebbe indotto Saigon a una
maggiore ragionevolezza e Hanoi a un maggior pragmatismo. Non
fecero i conti con la somma di energie, rancori, paure, estremismi
che la guerra aveva creato fra le due parti della penisola. La
fase decisiva del negoziato cominci a Parigi nell'estate del
1972, quando Kissinger prese a incontrarsi segretamente, in una
villa della periferia di Parigi, con un rappresentante del regime
di Hanoi, Le Duc Tho. Un accordo fu predisposto nell'ottobre dello
stesso anno: prevedeva la definitiva partenza degli americani,
l'unificazione del Vietnam sotto un governo di grande coalizione,
la liberazione dei prigionieri e una commissione internazionale di
controllo. Saigon rifiut, Hanoi pubblic il testo dell'accordo
per mettere il sud con le spalle al muro, gli americani
bombardarono il nord per ammorbidire i comunisti e il 27 gennaio
1973, finalmente, i negoziatori misero le loro iniziali in calce a
un accordo che [...] era sostanzialmente simile a quello
dell'ottobre. Cos accade spesso in diplomazia: che un'intesa
diventi possibile soltanto dopo un ultimo giro di tavola durante
il quale i giocatori cercano inutilmente di alzare o abbassare la
posta.
Tecnicamente perfetto, l'accordo, tuttavia, si dimostr
irrealizzabile. Permise agli americani di abbandonare il Vietnam,
ma non mise fine alle ostilit. La guerra termin soltanto
nell'aprile del 1975 quando i viet-cong e le truppe del nord
occuparono Saigon e la battezzarono Citt Ho Chi Minh, nel ricordo
del loro leader, morto nel 1969. Concepita per il Vietnam, la
strategia di Kissinger fall il suo principale obiettivo, ma
permise all'America di liberarsi dalle costrizioni bipolari della
guerra fredda. Era finita l'epoca in cui la paura del comunismo
occupava l'intero orizzonte della politica americana; cominciava
quella in cui l'America, senza rinunciare alle proprie
convinzioni, poteva fare tra i diversi Stati comunisti le
distinzioni che le erano dettate dalle convenienze e dalle
circostanze.
